Quando si progetta o si fa il restyling di un sito internet, ci si concentra quasi sempre sull’estetica, sulla velocità e sul posizionamento SEO. C’è però un fattore cruciale che spesso viene ignorato, ma che oggi rappresenta una priorità non più rimandabile: l’accessibilità web.
Rendere un sito accessibile non significa solo fare una scelta etica e inclusiva, ma significa anche adeguarsi a precise normative di legge che, se violate, possono comportare sanzioni economiche pesantissime.
In questo articolo vedremo nel dettaglio cos’è l’accessibilità digitale, quali sono i requisiti tecnici per essere in regola e cosa prevede la legge per le aziende.
Cos’è l’Accessibilità Web?
L’accessibilità web è l’insieme di pratiche, tecnologie e scelte di progettazione che permettono a chiunque, incluse le persone con disabilità fisiche, cognitive, sensoriali o motorie, di navigare su internet, comprendere i contenuti e interagire con le pagine web senza barriere.
Pensiamo ad esempio a:
- Un utente non vedente che utilizza uno screen reader (un software che legge ad alta voce i testi e descrive le immagini).
- Una persona ipovedente che ha bisogno di contrasti cromatici molto netti per distinguere i testi dallo sfondo.
- Un utente con disabilità motorie che non può usare il mouse e naviga esclusivamente tramite la tastiera.
- Una persona sorda che necessita dei sottotitoli per fruire di un contenuto video.
Garantire l’accessibilità significa far sì che il codice sorgente, la grafica e i contenuti scritti del sito siano perfettamente compatibili con gli strumenti di assistenza utilizzati da questi utenti.
Il quadro normativo: L’European Accessibility Act (EAA)
Fino a poco tempo fa, in Italia l’obbligo di avere siti web accessibili (regolato dalla Legge Stanca) ricadeva quasi esclusivamente sulla Pubblica Amministrazione e sulle grandissime aziende con fatturati multimilionari.
Le cose sono cambiate radicalmente con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA). Questa direttiva europea estende l’obbligo di accessibilità a una fetta enorme del settore privato, tra cui:
- Siti di e-commerce e servizi di vendita online.
- Servizi bancari e finanziari.
- Servizi di trasporto (treni, aerei, bus).
- Servizi di comunicazione elettronica e media.
Il periodo di transizione è terminato e le aziende che rientrano nei requisiti normativi devono presentare piattaforme digitali totalmente conformi. Ignorare questa legge espone l’attività a rischi concreti di sanzioni pecuniarie, oltre a un danno d’immagine notevole (reputational damage).
I vantaggi nascosti: accessibilità e SEO
Oltre a evitare sanzioni e a fare la cosa giusta a livello sociale, l’accessibilità web porta un enorme beneficio collaterale: migliora drasticamente la SEO (Search Engine Optimization).
Google, dopotutto, si comporta in modo molto simile a un utente non vedente: non “guarda” il sito con gli occhi, ma scansiona il codice sorgente.
- Inserire i testi alternativi nelle immagini aiuta Google a capire l’argomento delle tue foto, migliorando il posizionamento su Google Immagini.
- Strutturare il sito con una gerarchia logica di titoli (H1, H2, H3) aiuta sia lo screen reader che l’algoritmo di Google a comprendere l’architettura informativa della pagina.
- Un sito facile da navigare riduce il tasso di abbandono (bounce rate), un segnale che Google interpreta come sinonimo di alta qualità.
FAQ
Cosa rischiano le aziende che non hanno un sito accessibile?
Oltre a perdere una fetta importante di potenziali clienti, le aziende che rientrano nei requisiti dell’European Accessibility Act e non si adeguano rischiano sanzioni pecuniarie amministrative pecuniarie che variano in base alla gravità della violazione e al fatturato aziendale, oltre all’obbligo di immediata messa a norma del sito.
Cos’è l’Alt Tag e come si usa per l’accessibilità delle immagini?
L’Alt Tag (testo alternativo) è un attributo HTML che descrive il contenuto di un’immagine. Per essere accessibile, non deve contenere un elenco di parole chiave SEO inserite a forza, ma una descrizione oggettiva e in terza persona di ciò che l’immagine rappresenta (es. “Un tecnico specializzato mentre ripara un impianto elettrico industriale”).
I widget o i plugin di accessibilità (le icone blu con l’omino) bastano per essere a norma?
Purtroppo no. I “tool di overlay” (i plugin che si installano sul sito e aprono un menu per cambiare contrasto o ingrandire i font) sono utili strumenti di supporto, ma non risolvono i problemi strutturali del codice. Se il sito alla base è programmato male e gli screen reader non riescono a decifrarlo, il widget non eviterà le sanzioni di legge.
Esistono strumenti gratuiti per verificare se il mio sito è accessibile?
Sì, esistono ottimi strumenti di validazione automatica preliminare, come l’estensione per browser WAVE (Web Accessibility Evaluation Tool) o lo stesso Google Lighthouse (nella sezione dedicata all’Accessibilità). Tuttavia, questi tool intercettano solo una parte degli errori; per una conformità totale serve una revisione tecnica manuale.